Ho imparato a sognare

Ho imparato a sognare

È andato a Parigi sbaragliando la concorrenza di schiacciatori più esperti. Luca Porro è il fratello minore di Paolo (quest’anno per la prima volta hanno giocato insieme in VNL) ed è riuscito a convincere De Giorgi non solo a portarlo ai Giochi ma a mandarlo in campo. «Mi è dispiaciuto molto non essere riuscito a cambiare le cose, ci credevo tantissimo. Voglio riuscire a far parte della squadra in pianta stabile. So che ci sono ottimi giocatori nel mio ruolo, anche più di me. Ma non voglio essere un “fuoco di paglia”. E a Padova voglio crescere ancora»

La chiusura del cerchio

La chiusura del cerchio

Aveva già prenotato le vacanze estive e accantonato l’idea di vestire la maglia azzurra, indossata l’ultima volta nel 2019. Invece a febbraio Carlotta Cambi ha ricevuto la chiamata di Velasco e pochi mesi dopo era sul podio di Parigi con l’oro olimpico al collo. «Con Julio sono entrata subito in sintonia, ho trovato una persona diretta e sincera. Il punto di forza dell’Italia? Sicuramente il livello altissimo»

Il volo dell’aquila

Il volo dell’aquila

Le ambizioni sono altissime («Voglio diventare il giocatore più forte al mondo»), il talento per trasformare gli obiettivi in realtà non gli manca. Noumory Keita è il principale terminale offensivo della Rana Verona. «Siamo sulla buona strada. Vogliamo costruire qualcosa di duraturo, rimanere al vertice. Io lavoro per migliorare il muro: per anni ho pensato che attacco e battuta bastassero»

Una su un milione

Una su un milione

Prima che Velasco la convocasse per l’estate più vincente della pallavolo italiana, Gaia Giovannini non aveva mai indossato la maglia azzurra. Neanche nelle squadre giovanili. Nonostante questo è stata impeccabile nel ruolo di primo cambio delle schiacciatrici. «Questa medaglia me la sono sudata. E se non sono mai stata nessuno prima è perché prima non ne ho avuto la possibilità. Per me questa estate è stata stupefacente»

Quel bambino che gioca con la palla

Quel bambino che gioca con la palla

Sembrava pronto a dare l’addio alla Superlega con l’obiettivo di avvicinarsi sempre più alla sabbia e di rincorrere insieme a Daniele Lupo il pass per Los Angeles 2028 nel torneo di beach volley. Poi la virata e la firma che ha legato Ivan Zaytsev al Vero Volley. «Cosa mi renderebbe davvero felice a fine stagione? Arrivare almeno in final four di Champions»

Non è ancora il momento dell’addio

Non è ancora il momento dell’addio

Punto fermo dell’Allianz Milano, Matey Kaziyski ha da poco festeggiato i 40 anni. Più della metà li ha vissuti in campo, iniziando come palleggiatore e diventando poi uno degli attaccanti più forti al mondo. «Non so quando smetterò e la fine della carriera non mi spaventa. Il dopo sì, perché non so che farò, ma ho tempo per pensarci»