di Dario Pregnolato
Parafrasando Winston Churchill, se per migliorare è necessario cambiare, è anche vero che per vincere a livello di squadra occorrono… cambi all’altezza, all’occorrenza cambi di ruolo, ma soprattutto che ci sia lei, Carlotta Cambi. Esordio in A1 19enne con Casalmaggiore con cui ha conquistato subito Supercoppa Italiana e Champions, l’anno dopo a Novara è arrivato anche lo scudetto. Perché “lei rende tutto così splendente”, direbbe il grande Gatsby. Come il suo sorriso esibito con fierezza ed eleganza agli ANOC Awards 2024 di Cascais, in Portogallo, che hanno decretato le azzurre di Julio Velasco “Miglior squadra femminile”. Proprio a Carlotta è spettato l’onore di ritirare il prestigioso riconoscimento in rappresentanza della squadra, «una grandissima responsabilità, ho fatto del mio meglio per rappresentare anche le mie compagne». L’ennesima cartolina iconica e significativa, l’onda lunga di un’estate che ha portato finalmente alla ribalta volti acqua e sapone di ragazze esemplari, commoventi per spirito di sacrificio, dedizione, disponibilità. Terribili sì, ma solo sotto rete. Dove Cambi con la sua tecnica estrosa ed educata dispensa costantemente meraviglie, combinando genio e intuito ad acume tattico. Perché la palleggiatrice di Pinerolo ha contribuito a ridisegnare una nuova pallavolo che combina elementi di neoclassicismo e romanticismo in un’ottica illuministica. Esemplare raro, che da due stagioni allieta i tifosi del Pala Bus Company di Villafranca, capace di sovvertire l’espressione fin troppo abusata di “genio e sregolatezza”, altro che fuoriclasse sospesa sotto rete, perché Carlotta è prima di tutto una ragazza semplice, senza troppi grilli per la testa: «Avevo anche abbandonato l’idea della nazionale, tanto è vero che l’estate scorsa avevo già prenotato le vacanze». Invece dopo l’armonia stabilita da subito con coach Michele Marchiaro a Pinerolo, Carlotta ha «diciamo incuriosito» anche Velasco, che non è la Bibbia della pallavolo, ma un genio che sa riconoscere e apprezzare quando il genio abbraccia l’impegno e la disponibilità. Così assieme ad Antropova, Cambi è diventata protagonista dell’ormai celebre e determinante doppio cambio di diagonale, che ha consentito alle azzurre di sbaragliare le avversarie.
Leggi l’articolo completo sul numero di dicembre di Pallavolo Supervolley

