di Giuliana Lorenzo

«Voglio diventare il giocatore più forte al mondo» lo dice senza spocchia Noumory Keita, lo fa con la franchezza di un ragazzo di 23 anni che ha iniziato a schiacciare i primi palloni perché la pallavolo lo divertiva. Classe 2001, nato in Mali, dal 2022 vesta la maglia della Rana Verona: fin da quando era piccolo sognava di arrivare in Italia. Coronato un primo desiderio, ora, vuole affermarsi a livello globale, non tanto per soddisfare il proprio ego, almeno non solo, ma perché, dice: «è importante per me, per la mia famiglia, per il mio Paese, per l’Africa». Crescere in un continente così non è stato semplice e il cosiddetto mal d’Africa lo si percepisce subito. Non ne fa mai cenno direttamente, ma quando gli si chiede della sua infanzia e del suo percorso da piccolo è un po’ spiazzato. «Ricordo molte cose perché non è stato un periodo facile – ammette – prima di tutto, ho iniziato a giocare a pallavolo grazie a mio zio e poi sono andato in Qatar. In Africa non è facile sia fare sport che tante cose, ma il sogno era giocare in Italia. Volevo fare tutto per diventare professionista, farmi vedere in tv dalla mia famiglia. Ho lavorato sodo, ho creduto nei miei sogni e in me stesso».

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