Trampolino di lancio

Trampolino di lancio

A Conegliano gioca al fianco di stelle della pallavolo mondiale, in Champions ha affrontato e battuto grandi campionesse. Anna Bardaro ha provato tutti i ruoli prima di diventare libero, alle spalle della migliore maestra possibile, Moki De Gennaro

Forsennatamente, vivere

Forsennatamente, vivere

Ha studiato (e giocato) per quattro anni in un college americano e alcuni problemi di salute ne hanno rallentato il percorso, lui che era indicato da tutti come il futuro della nazionale. Oggi Davide Gardini, dopo una stagione ad alti livelli con la maglia di Padova è pronto a giocarsi le sue carte anche in azzurro

Il sole splende ancora

Il sole splende ancora

Ha superato la depressione e si è di nuovo innamorata della pallavolo e dell’Italia. Dove è rinata, con la maglia di Casalmaggiore. L’opposta polacca Malwina Smarzek sogna in grande, ma con nuovi strumenti. «Di salute mentale si parla ancora troppo poco, dovrebbe essere trattata alla pari di quella fisica. Oggi ho un approccio più tranquillo, mi godo lo sport e ho un guscio che mi protegge»

Dinastia Zlatanov

Dinastia Zlatanov

Papà e nonno hanno scritto la storia della pallavolo. Oggi tocca a Manuel, che a 15 anni, 8 mesi e 26 giorni è entrato in campo con la maglia di Piacenza diventando il giocatore più giovane ad aver esordito in Superlega

Da un’altra angolazione

Da un’altra angolazione

A lei l’Italia della pallavolo si è aggrappata nel momento più complicato del rapporto tra Paola Egonu e la maglia azzurra. Per Ekaterina Antropova l’esordio in nazionale a vent’anni è stato con una maglia da titolare all’Europeo e tante aspettative. «Ma non per me. Io ho cercato di vivere la parte bella di quello che stava succedendo. Il mio ruolo? Mi sento più sicura da opposta anche se a me piace lavorare e migliorarmi e se qualcuno mi insegna a giocare schiacciatrice ricevitrice, io ci sono»

Lady Oscar

Lady Oscar

A un passo dalla qualificazione all’Olimpiade di Parigi, Valentina Gottardi ha chiuso lo scorso anno con tre dei riconoscimenti internazionali assegnati dalle giocatrici del circuito. «Lavoriamo per salire l’ultimo gradino, per andare ai Giochi e arrivare pronte. Non vogliamo solo partecipare ma giocarci anche le nostre carte»