Un ruolo infame (ma…)

Un ruolo infame (ma…)

È il suo primo scudetto e ha dovuto aspettare cinque anni. Il centrale Roberto Russo parla del segreto di Perugia. «In questi anni abbiamo sempre portato a casa qualcosa, ma in passato mancava la capacità di essere davvero uniti, ci lasciavamo condizionare dalle pressioni esterne, Lorenzetti invece è stato bravo a creare “il cerchio”». Ora la nazionale. A Tokyo l’ha fermato un infortunio: «Ci riprovo»

Maneggiare con cura

Maneggiare con cura

Dopo le delusioni azzurre è volata in Russia per crescere nella Dinamo Kazan guidata da Zoran Terzic, ma il prossimo anno giocherà con la maglia del Vero Volley Milano. Intanto Elena Pietrini è pronta per i suoi secondi Giochi Olimpici: «Dobbiamo riuscire a unire la vecchia pallavolo con la nuova, quella maschile con quella femminile. Io ci credo. Velasco è venuto qui a Kazan, non ci conoscevamo. È stata davvero una piacevole chiacchierata. Io, lo sapete, non seguivo nulla di pallavolo, sono sempre stata una ignara di tutto, però vivo al massimo il presente»

Cosa bolle in pentola

Cosa bolle in pentola

Le prime sfide da rivali al Trofeo delle Regioni, entrambi palleggiatori. Prima di una grande amicizia cementata dallo scudetto vinto insieme con la maglia della Lube nel 2014. Ivan Zaytsev e Michele Baranowicz sono pronti a passare un’estate insieme, lanciando l’Academy «che nasce come un camp estivo ma diventerà col tempo qualcosa di sempre più grande»

Forsennatamente, vivere

Forsennatamente, vivere

Ha studiato (e giocato) per quattro anni in un college americano e alcuni problemi di salute ne hanno rallentato il percorso, lui che era indicato da tutti come il futuro della nazionale. Oggi Davide Gardini, dopo una stagione ad alti livelli con la maglia di Padova è pronto a giocarsi le sue carte anche in azzurro

Il sole splende ancora

Il sole splende ancora

Ha superato la depressione e si è di nuovo innamorata della pallavolo e dell’Italia. Dove è rinata, con la maglia di Casalmaggiore. L’opposta polacca Malwina Smarzek sogna in grande, ma con nuovi strumenti. «Di salute mentale si parla ancora troppo poco, dovrebbe essere trattata alla pari di quella fisica. Oggi ho un approccio più tranquillo, mi godo lo sport e ho un guscio che mi protegge»