di Laerte Salvini

C’è un viaggio che spesso nello sport non si vede fino in fondo. Non è soltanto quello che porta una giocatrice da una stagione all’altra, o da una squadra all’altra, ma quello più silenzioso che attraversa la crescita di un’atleta: la fiducia ricevuta, la responsabilità conquistata, la consapevolezza che cambia partita dopo partita. Il biennio di Linda Manfredini a Bergamo racconta proprio questo. Due stagioni che l’hanno vista passare da giovane centrale alla ricerca del proprio spazio a protagonista di una squadra capace di mettere in difficoltà molte delle grandi della Serie A1, nel mezzo di un percorso personale che ha avuto anche un momento simbolico fortissimo: l’oro mondiale conquistato con l’Italia Under 21. Un cammino fatto di crescita tecnica e mentale, di entusiasmo collettivo e di nuove responsabilità, che oggi la porta a guardare al futuro con maggiore consapevolezza.
Ripensando all’ultimo campionato, Manfredini parte proprio da questo senso di continuità con l’anno precedente. «Era una stagione in cui volevo riconfermarmi dopo quella passata. Bergamo mi aveva dato tanta fiducia già l’anno scorso e sentivo di doverla ripagare. Sono contenta di come è andata, perché mi sento migliorata e abbiamo lavorato tanto; rispetto alla scorsa stagione credo sia andata ancora meglio. C’è stato tanto lavoro in palestra, a partire da quello sui fondamentali».

Leggi l’articolo completo sul numero di aprile di Pallavolo Supervolley