di Piero Giannico
Nel cuore caldo della notte di Manila, l’Italia del volley torna sul tetto del mondo. La coppa s’illumina sotto i riflettori, suda felicità tra le mani di Ferdinando De Giorgi e passa di sorriso in sorriso fino a quello di un ragazzo che ancora fatica a crederci. Giovanni Maria Gargiulo, classe ’99, centrale della Cucine Lube Civitanova, è fresco campione del mondo dopo un’estate già tinta d’argento in VNL. Un gigante gentile venuto dal mare, da Sorrento, sorridente e con la Puglia nel cuore. Nel frastuono della festa chiude un attimo gli occhi: rivede il circolo tennis di famiglia, la piscina del padre, le estati tra Castellana e Monopoli, l’amico di famiglia che gli dice “prova la pallavolo”, quel provino partito “a gratis” e tornato come un destino. «Ho iniziato tardi, a quindici anni. Prima facevo tennis e nuoto: a casa mia erano tutti tennisti a partire da mio padre, mio zio, mia sorella. Era naturale. Il nuoto mi ha aiutato tanto. Ero già alto e un po’ in carne, in acqua non pesi sulle articolazioni. Mio padre ci teneva e lo ringrazio perché col tempo nuotare è stato utilissimo». Il tennis lo porta fino alle classifiche giovanili, il nuoto persino alle finali nazionali. Ma la vita, certe volte, ti aspetta in una curva che non immagini.
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