di Enrico Spada

Da “tecnico” a “direttore tecnico” il passo è breve. Caterina De Marinis quel passo lo ha comunque fatto e sarà lei a dover gestire il nuovo corso della nazionale azzurra femminile di beach volley che potrebbe definirsi “post-Marta Menegatti” qualora l’atleta veneta decidesse di non rientrare dopo l’anno sabbatico. Ma questa è un’altra storia. Ora c’è da “fare” la nazionale con le quattro atlete scelte da De Marinis e dal suo staff composto da Ettore Marcovecchio e Fabrizio Magi e le prime uscite stagionali saranno proprio dedicate a questo aspetto: vedere chi giocherà con chi tra Valentina Gottardi, Reka Orsi Toth, Claudia Scampoli e Giada Bianchi.
Quello di direttore tecnico è un ruolo che, come afferma lei stessa, cambia poco nel metodo di lavoro di Caterina De Marinis ma porta con sé una grande responsabilità. «La Federazione si aspetta molto, ma questo non mi ha mai spaventato. Ci sono buone basi su cui lavorare e sono contenta del percorso intrapreso». L’obiettivo da oggi è cercare di fare il meglio possibile a Los Angeles 2028 e in questo senso la nazionale italiana ha molto tempo per strutturare un progetto vincente. Per De Marinis, questo è un vantaggio. «Siamo in una fase di ricostruzione, un anno di “esperimenti ben mirati” ci permette di valutare con più calma le scelte tecniche e di consolidare il gruppo». La strategia non è affrettare i risultati, ma puntare su una crescita costante. «Non abbiamo fretta di ottenere subito grandi successi, vogliamo costruire un percorso solido. Il tempo ci consente di correggere eventuali errori di valutazione senza pressioni».

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