di Eleonora Cozzari
C’è un destino che accomuna la nazionale maschile e quella femminile in questa prima parte di Volleyball Nations League e potrebbe riassumersi nell’effetto Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. E seppure partivano da motivazioni differenti, Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco hanno adottato lo stesso presupposto di Tancredi Falconeri nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Cambiare per provare a restare vincenti è l’obiettivo che ha mosso le scelte dei due Ct. Sperimentare, testare, aprire la porta alle novità e, a volte, tornare sui propri passi. Andiamo a vedere da vicino cosa sta succedendo alle due nazionali verso le manifestazioni clou dell’estate 2026, gli Europei che assegnano alla vincente un pass olimpico. L’Italia maschile li giocherà totalmente in casa, con tutto quello che ne comporta in termini di visibilità, affetto e responsabilità. Il resto sarà diviso tra Bulgaria, Finlandia e Romania. Quello delle ragazze sarà invece spalmato in altrettante quattro nazioni: Azerbaigian, Repubblica Ceca, Svezia e Turchia con finali che andranno in scena a Istanbul il 5 e 6 settembre.
Per fare un bilancio di quest’inizio di estate azzurra abbiamo chiesto un parere a Matteo Piano, ex giocatore di Milano, Modena e Piacenza, in nazionale dal 2013 al 2021 e oggi volto rappresentativo di Rai e non solo. «Abbraccio la pallavolo che mi abbraccia e non mi ha fatto scappare – ci racconta Matteo nel suo modo sempre molto autentico di avvicinarsi alle cose -. E ringrazio La Federazione, la Lega maschile e Rai Sport nello specifico che mi ha fatto tornare in un palazzetto con dei progetti lavorativi, non solo per vedere una partita». Con Piano, che conosce benissimo molti dei giocatori azzurri avendoci giocato insieme o da avversario, parliamo delle inevitabili pressioni che le due nazionali dovranno subire arrivando agli Europei da campioni del Mondo. «Ah ma potevano anche perderli i Mondiali, dall’Italia ci si aspetta sempre tanto. La nostra nazione mangia pallavolo e in otto anni che ho passato in nazionale non ce n’è stato uno dove non si pretendesse di vincere. Questo i ragazzi lo devono dare per scontato e metterselo via». Una Vnl che sta facendo emergere belle storie, chi guarderai con più attenzione? «Pardo Mati mi piace molto, io sono grande fan del muro e amo quando in squadra ci sono muratori forti. E poi Paolo Porro, è cresciuto come uomo e tra i palleggiatori hanno dei bei talenti da gestire. Penso una cosa però: questa Vnl sperimentale, che dà aria e spazio a tutti è una buona occasione per far assaggiare la nazionale a nuove persone, fargli vivere questo sogno».
Parliamo di Europei in Italia. Si parte il 10 settembre da Milano, poi Modena, Torino e (speriamo) le finali a Milano. «Gli Europei in casa sono come una cena di gala dove ti devi vestire bene. Ci saranno nazionali forti e i tifosi verranno come fanno alle finali scudetto, perché è lo spettacolo che aspettano. Alle finali di Champions, complici i biglietti alti, non è stato un tripudio di gente, ma questi Europei saranno anche un modo per celebrare la squadra oro Mondiale e i tifosi vorranno ammirare da vicino quello che un anno fa hanno vissuto da lontano».
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