Il mio momento è arrivato

Il mio momento è arrivato

L’infortunio a Lavia gli ha consegnato i gradi da titolare in azzurro, ma tutto quello che ha fatto Mattia Bottolo in questo 2025 è frutto della sua maturazione personale. «È stata la mia prima competizione da titolare in nazionale ed è un orgoglio grandissimo aver lasciato di me un’immagine così. Per anni ho sognato di fare come Zaytsev nel 2016»

Il futuro dalla sua parte

Il futuro dalla sua parte

Alla prima stagione da titolare in A1, il giovane palleggiatore (e figlio d’arte) Mattia Boninfante ha condotto la Lube alla vittoria della Coppa Italia nell’anno del ringiovanimento del gruppo. «È stata una chiamata inaspettata. Dopo Modena volevo una squadra che mi permettesse di giocare titolare ma non mi aspettavo che la proposta arrivasse da un club come Civitanova. Abbiamo dimostrato che il lavoro che stiamo portando avanti è quello giusto, così come le idee della società sulla squadra»

Solo cose belle

Solo cose belle

Ha vissuto gran parte degli anni delle giovanili continuando a vivere in famiglia, con gli amici di sempre, senza riuscire a trovare spazio in azzurro. Dove Mattia Bottolo è arrivato invece direttamente nel gruppo della prima squadra, diventando in meno di un anno campione d’Europa e del mondo. Prima del grande salto da Padova a Civitanova. «Quando è caduta l’ultima palla della finale con la Polonia la festa è stata vissuta in pieno, eravamo più increduli che all’Europeo ma è stato pazzesco, una gioia inimmaginabile»

Il migliore dei migliori

Il migliore dei migliori

Robertlandy Simon ha fatto la differenza, all’ultima curva del suo meraviglioso percorso in biancorosso. Dopo tre scudetti consecutivi il centrale cubano è pronto a cambiare maglia. «Abbiamo fatto qualcosa di unico. A Civitanova lascio tutto: la città, gli amici, i tifosi. Ma la mia scelta è fatta, è una nuova sfida, e le sfide mi fanno impazzire»

L’arma della felicità

L’arma della felicità

È uno dei nuovi talenti della pallavolo cubana e nella tormentata stagione della Lube Marlon Yant ha trovato lo spazio per mettersi in luce. Il numero 23 sulle spalle è quello di Michael Jordan, l’ambizione altissima. «Sento di dover crescere in tutto. Devo farlo se voglio diventare il migliore al mondo»